
chiuso
In equilibrio sul piede destro
un litro e mezzo di birra contrappeso
cercavo di superare lo scalino che separa il bancone dal resto della sala.
Quasi la stessa gente dell'ultimo martedì
personaggi molesti che mi spingono le spalle
portandomi indietro nel tempo.
Ho conservato la tessera del locale anche se non penso di tornare
potrei anche ritrovarla
ricordare i volti coloriti e primitivi
voci-legno-vetro
il battito d'ali di un maialino che vola.
Un brindisi alternativo offusca tutto il contorno
compagnia di teste pelate e jeans aderenti
ha colonizzato questo posto.
Esco per riflettere
perchè Sirchia non permette più intramezzi nicotinici al chiuso
e mi fa prendere freddo.
Questa sera però si sta bene e posso sentire quello che dicono
si lamentano e delirano
uno di loro parla più forte
tenta di superare la sua mediocrità.
Infine:Renata
anima immortale di S.Lorenzo
é immune all'inganno sociale e vende penne dell'amore
perchè è incapace di male.
Mi da le spalle
un groviglio denso e solido di capelli
nasconde strani pensieri
che crescono come frutti golosi tra le spine dei rampicanti.
Ha venduto due pilot ad una principessa
a me niente
perchè la cura giova a chi è affetto
e forse anche io sono immune.
Antico ploverbio cinese dice: se hai pagato quel cocktail 4 euli e hai scoperto che faceva schifo,tappati il naso e buttalo subito giù. (saggiameli 2004)
Considerazioni sul 2005 che è appena cominciato ma mi ha già rotto le palle.Secondo una credenza popolare i primi dodici giorni di gennaio corrispondono,in senso metereologico, ai dodici mesi dell'anno,speriamo sia vero sono tre giorni che non piove.
Come ogni anno,tornando ad ora di pranzo,avrei dovuto resistere al brindisi,vomitare in silenzio ed abbandonarmi tra le braccia di morfeo,sino ai limiti della disidratazione.Invece no,questa volta mi è balenata la favolosa idea di fare una gitarella a Catania,solo per un giorno: con le occhiaie nere e profonde,che mi danno un bell'aspetto dark, do inizio alla mia giornata,al mio anno,il primo gennaio più vissuto della mia vita,sono esaltata e faccio il punto della situazione(secondo questa espressione letteralmente dovrei aver detto tutto e metterci un punto,ma c'è ancora molto da dire,mah!) tornando alla situazione,primo problema è il mezzo di trasporto,metto la faccia massima innocenza e dico a papi "scusa ci arriva la macchina a duecentochilometri da qui? Giuro così per sapere",mi risponde "all'andata potrebbe, per il ritorno non so",non avevo capito che aveva capito.Mi vedo in mezzo all'autostrada con la macchina fumante tipo appena sfornata,cercare le parole giuste.No.Vedo su internet gli orari dei pullman, ma mi piace chiamarla corriera,come fa mia nonna: l'itinerario della corriera prevede diverse fermate prima della stazione ma nessuna a meno di due palmi di mano dalla zona industriale,nella scala Tuttocittà-Realtà più di un palmo non si può proprio fare a piedi.A questo punto scattano le telefonate a chi la sera prima,tra brindisi e danze,aveva stradetto di volerci andare,ho sbagliato,pensavo che le bollicine che escono allegramente dal naso non togliessero credibilità, invece, i suddetti dormivano come ghiri o peggio, poltrivano in poltrona.Così ripenso a Luca Carboni,doveva essere illuminazione divina quando disse che ci vuole un fisico bestiale anche per bere e per fumare; se si presentano i cosìddetti postumi, basta un caffè corretto del cazzo,niente vi ha insegnato la televisione.Mi rassegno alla trasferta perduta,alla maledizione che incombe su di me.Ho sempre odiato il primo dell'anno.
Mauro ha fatto passare due giorni prima di chiedermi dove avesse parcheggiato la macchina, (il suo è un vecchio pandino bianco che ti fa prendere tanti spaventi ma non ti abbandona mai) mi spiace temo di non ricordare bene,gli ho risposto,però sono certa di averci lasciato l'ombrello ed una bottiglia di vino,dai vedrai che salta fuori non ti agitare.
Così fu.